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2 April 2015

La poesia araba maschile, Nazar Qabbani

Professo che non esiste altra donna
che con gli appassionati sguardi mi ha sconvolto
come un terremoto
che mi ha combusto, inondato,
acceso, spento,
infranto in due parti come mezzaluna.
Professo che non esiste altra donna
che ha invaso più a lungo la mia anima
con un possesso più bello di un coltivo
come una rosa damascena, un arbusto di menta,
un arancio.
O donna
sotto le tue chiome le mie domande depongo
a una domanda un giorno non hai dato risposta.
O donna
lei è tutte le lingue
ma lei con la mente scruta la luce
E nel finale eleva, ancora una volta, l’amore a livello della preghiera e la donna a livello del Dio unico:
Professo che non esiste altra donna
che ha fatto l’amore con me dove ha termine la civiltà
a mi ha estratto dalla polvere del terzo mondo al di fuori di te.
Professo che non esiste altra donna
prima di te che abbia disciolto  i miei nodi
e ghermito il corpo mio
parlandogli mentre s’intratteneva con l’altra.
Professo che non esiste altra donna
che sia riuscita a innalzare
l’amore a livello di preghiera
al di fuori di te
al di fuori di te



La poesia araba femminile di Nazik al Malaíka

Perché abbiamo paura delle parole?
Tra di loro ne esistono di incredibile dolcezza
le cui lettere hanno estratto il tepore della speranza
da due labbra,
e altre che, esultando di gioia
si sono fatte strada tra la felicità momentanea
di due occhi inebriati.
Parole, poesia, teneramente
hanno accarezzato le nostre gote, suoni
che, assopiti nella loro eco, colorano, una frusciante,
segreta passione, un desiderio segreto.